Con il sostegno della European Science Foundation (ESF) e il patrocinio dell’Università di Bologna, nei giorni 12 e 13 aprile si terrà presso la Sala Vasari dell’Istituto Rizzoli l’Exploratory Workshop “Around mesenchymal stem cells: dissection and exploitation of secretory activity of MSC for regenerative medicine and anticancer therapies”.
Scopo dell’incontro è mettere a confronto l’esperienza di un gruppo di 20 ricercatori europei impegnati nell’ottimizzazione delle terapie basate sull’attività paracrina delle cellule staminali mesenchimali, settore emergente negli ambiti della Medicina Rigenerativa e dell’Oncologia.
All’incontro parteciperà come osservatore Isabel Varela Nieto, membro dello Standing Committee for the European Medical Research Councils. L’evento costituirà infatti l’occasione per incrementare la collaborazione europea anche in vista del futuro programma Horizon 2020 promosso dalla Commissione Europea.
Il workshop è organizzato da Nicola Baldini, professore di Malattie dell’Apparato Locomotore dell’Università di Bologna e responsabile della SSD Fisiopatologia Ortopedica e Medicina Rigenerativa dell’Istituto Ortopedico Rizzoli, e da Massimo Dominici, ricercatore dell’Università di Modena e Reggio Emilia e responsabile del Laboratorio di Biologia Cellulare e Terapie Oncologiche Avanzate del Policlinico Universitario di Modena.
FONTE: http://www.ior.it/area-stampa/news/al-rizzoli-lesf-exploratory-workshop-around-mesenchymal-stem-cells
I tanto odiati chili di troppo oggi diventano preziosi alleati! Il tessuto adiposo infatti trova impiego nella chirurgia estetica e contiene una preziosa fonte di cellule staminali. Trattamenti e sperimentazioni riguardano parkinson, sla, infarto del miocardio.. solo per citarne alcuni. Segui il blog per scoprire come non buttare la tua ciccia, a cosa serve oggi e a come potrebbe esserti utile domani!"
Cerca nel blog
Visualizzazione post con etichetta articoli di giornale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta articoli di giornale. Mostra tutti i post
martedì 10 aprile 2012
martedì 6 marzo 2012
Protesi al seno con grasso corporeo
I recenti scandali delle protesi PIP (Poly Implant Prothese) hanno fatto aumentare la ricerca di soluzioni alternative in campo estetico, favorendo l’arrivo del lipofilling che prevede il riciclo del proprio grasso corporeo, ricavato soprattutto da pancia e glutei, per trasferirlo nelle mammelle. Negli USA sono già stati effettuati centinaia di interventi di questo tipo e la percentuale di complicazioni sarebbe inferiore all’1% .
Ma il condizionale è d’obbligo. Il seno è espressione di femminilità, bellezza, maternità, ma è soprattutto una ghiandola che, purtroppo, ancora oggi provoca il maggior numero di tumori. Ogni anno in Italia si ammalano 100 donne ogni 100.000: per questo ogni tecnica e metodica chirurgica riguardante il seno andrebbe prima studiata a lungo e poi applicata in modo rigoroso, scientifico e prudente.
“Molte donne sane – spiega Egidio Riggio, specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica e microchirurgia presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano - potrebbero avere alcune cellule tumorali dormienti, ancora non invasive, che magari rimangono tali per anni o per sempre, oppure no. Per questo motivo è importante prestare fede a un principio ideale di salute della donna in ogni operazione al seno eseguita - estetica o ricostruttiva che sia - selezionando la tecnica chirurgica meno invasiva e impiantando il materiale più sicuro, senza lasciarsi corrompere dalle mode passeggere e dai facili guadagni, che possono girare rovinosamente nel mondo della medicina e della chirurgia estetica. In passato sono venuto a conoscenza di chirurghi che hanno inserito le protesi senza accorgersi che le mammelle erano già colpite dal tumore! La scarsa preparazione, la superficialità e la mancanza di scrupoli rappresentano una gramigna difficile da sradicare nel nostro settore”.
Per tanti anni c’è stato un veto della Società americana di chirurgia plastica contro il lipofilling al seno per il rischio di interferenza con la prevenzione dei tumori. Solo dal 2000 si è cominciato, prima in America e poi in Europa - e con il supporto di studi clinici - a trattare le donne già operate di tumore, ma con non più di 100-200cc di grasso, limite entro il quale forse non si corrono rischi.
“Purtroppo in campo estetico – continua il dottor Riggio - ci sono chirurghi che arrivano a “imbottire” le mammelle a dismisura con oltre 1 kilo di grasso per lato. Non solo, adesso è di moda parlare di trapianto di cellule staminali, più che di lipofilling, ma in realtà le staminali adulte presenti nel grasso rappresentano solo l’1-5% del totale. Non ci sono inoltre studi scientifici seri, in grado di rassicurare sulla possibilità che queste cellule stimolino la crescita dei tumori negli anni successivi.”
Anche in questo caso, come in quello delle protesi al silicone, è necessario affidarsi a chirurghi altamente qualificati e pensare che la salute viene prima di tutto, anche di un bel seno. I rischi ci sono e vanno sempre valutati in profondità.
“I rischi potenziali sono di due tipi – avverte Riggio – quelli benigni, noti da tempo ai chirurghi e proporzionali alla quantità di grasso inserito, e nella zona del seno da riempire che se sbagliato può produrre cisti, granulomi, macrocalcificazioni e deformazione. E rischi sconosciuti, ovvero non ancora studiati, che concernono però quei lipofilling dove si concentrano volutamente fattori di crescita e cellule staminali.”
Il risultato è naturale e non ci sono cicatrici, ma l’aumento senza rischi è di una taglia, bisogna inoltre essere consapevoli che, come spiega il dottor Riggio, “ non si può prevedere, prima di due mesi dall’impianto la quota di grasso che sopravvive nella nuova sede. Può esserci bisogno di una ripetizione per arrivare a una misura definitiva. Invece, che il risultato possa essere più simmetrico che con le protesi è una sciocchezza. E’ poi importante evitare metodi non tradizionali - come l’utilizzo di cellule staminali potenziate - dietro ai quali c'è tanta propaganda a scopi commerciali da parte di aziende e medici. Per quanto mi riguarda, a tutela delle mie pazienti, non li utilizzerò finche non vedrò dati scientifici seri e pubblicati. Resta il fatto che, per quanto riguarda un aumento evidente del seno, le protesi al silicone restano la miglior soluzione se sono di ottima qualità, robuste, con gel molto coesivo, meglio se di forma anatomica”.
FONTE: http://www.donnamoderna.com
Ma il condizionale è d’obbligo. Il seno è espressione di femminilità, bellezza, maternità, ma è soprattutto una ghiandola che, purtroppo, ancora oggi provoca il maggior numero di tumori. Ogni anno in Italia si ammalano 100 donne ogni 100.000: per questo ogni tecnica e metodica chirurgica riguardante il seno andrebbe prima studiata a lungo e poi applicata in modo rigoroso, scientifico e prudente.
“Molte donne sane – spiega Egidio Riggio, specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica e microchirurgia presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano - potrebbero avere alcune cellule tumorali dormienti, ancora non invasive, che magari rimangono tali per anni o per sempre, oppure no. Per questo motivo è importante prestare fede a un principio ideale di salute della donna in ogni operazione al seno eseguita - estetica o ricostruttiva che sia - selezionando la tecnica chirurgica meno invasiva e impiantando il materiale più sicuro, senza lasciarsi corrompere dalle mode passeggere e dai facili guadagni, che possono girare rovinosamente nel mondo della medicina e della chirurgia estetica. In passato sono venuto a conoscenza di chirurghi che hanno inserito le protesi senza accorgersi che le mammelle erano già colpite dal tumore! La scarsa preparazione, la superficialità e la mancanza di scrupoli rappresentano una gramigna difficile da sradicare nel nostro settore”.
Per tanti anni c’è stato un veto della Società americana di chirurgia plastica contro il lipofilling al seno per il rischio di interferenza con la prevenzione dei tumori. Solo dal 2000 si è cominciato, prima in America e poi in Europa - e con il supporto di studi clinici - a trattare le donne già operate di tumore, ma con non più di 100-200cc di grasso, limite entro il quale forse non si corrono rischi.
“Purtroppo in campo estetico – continua il dottor Riggio - ci sono chirurghi che arrivano a “imbottire” le mammelle a dismisura con oltre 1 kilo di grasso per lato. Non solo, adesso è di moda parlare di trapianto di cellule staminali, più che di lipofilling, ma in realtà le staminali adulte presenti nel grasso rappresentano solo l’1-5% del totale. Non ci sono inoltre studi scientifici seri, in grado di rassicurare sulla possibilità che queste cellule stimolino la crescita dei tumori negli anni successivi.”
Anche in questo caso, come in quello delle protesi al silicone, è necessario affidarsi a chirurghi altamente qualificati e pensare che la salute viene prima di tutto, anche di un bel seno. I rischi ci sono e vanno sempre valutati in profondità.
“I rischi potenziali sono di due tipi – avverte Riggio – quelli benigni, noti da tempo ai chirurghi e proporzionali alla quantità di grasso inserito, e nella zona del seno da riempire che se sbagliato può produrre cisti, granulomi, macrocalcificazioni e deformazione. E rischi sconosciuti, ovvero non ancora studiati, che concernono però quei lipofilling dove si concentrano volutamente fattori di crescita e cellule staminali.”
Il risultato è naturale e non ci sono cicatrici, ma l’aumento senza rischi è di una taglia, bisogna inoltre essere consapevoli che, come spiega il dottor Riggio, “ non si può prevedere, prima di due mesi dall’impianto la quota di grasso che sopravvive nella nuova sede. Può esserci bisogno di una ripetizione per arrivare a una misura definitiva. Invece, che il risultato possa essere più simmetrico che con le protesi è una sciocchezza. E’ poi importante evitare metodi non tradizionali - come l’utilizzo di cellule staminali potenziate - dietro ai quali c'è tanta propaganda a scopi commerciali da parte di aziende e medici. Per quanto mi riguarda, a tutela delle mie pazienti, non li utilizzerò finche non vedrò dati scientifici seri e pubblicati. Resta il fatto che, per quanto riguarda un aumento evidente del seno, le protesi al silicone restano la miglior soluzione se sono di ottima qualità, robuste, con gel molto coesivo, meglio se di forma anatomica”.
FONTE: http://www.donnamoderna.com
Etichette:
articoli di giornale,
chirurgia estetica,
tessuto adiposo
venerdì 17 febbraio 2012
Ricostruzione chirurgica del pene, con le staminali è possibile
ROMA - È possibile ricostruire chirurgicamente il pene grazie a cellule staminali derivate dal tessuto adiposo. Lo dimostra uno studio internazionale coordinato dall'americano Wayne Hellstrom della Tulane University a New Orleans, pubblicato sulla rivista dell'Accademia di Scienze Americana (Pnas).
L'esperimento. Nell'esperimento, condotto sui ratti, i ricercatori hanno ricostruito il pene di questi animali partendo da un materiale prelevato dall'intestino dei maiali chiamato submucosa intestinale. Prima di usarlo per la ricostruzione dell'organo genitale, i ricercatori hanno pretrattato il materiale 'inseminandolò con cellule staminali prelevate dal tessuto adiposo dei ratti, cioè creando nel tessuto degli innesti di staminali. Otto settimane dopo l'impianto, esaminando la funzione erettile dei ratti, gli autori hanno osservato significative risposte positive nei ratti nei quali erano state impiantate cellule staminali a differenza dei ratti che erano stati sottoposti alla ricostruzione del pene con lo stesso materiale ma senza gli innesti di cellule staminali.
FONTE http://www.ilmessaggero.it
martedì 29 novembre 2011
Il grasso aiuta a migliorare la disfonia!
La disfonia è un disturbo neuromuscolare in cui gli spasmi imprevedibili comprimono le corde vocali, causando un suono della voce irregolare che può sembrare soffocato o sussurrato. Il disturbo solitamente ha inizio tra i 40 e i 50 anni e colpisce più le donne rispetto agli uomini. In alcuni casi la condizione sembra essere ereditaria, in altri è causata da un infortunio, un ictus o l’esposizione prolungata a determinate sostanze chimiche.
Il grasso, prelevato dalla parete dell’addome, viene trattato e successivamente iniettato nella corda vocale deficitaria.
Per maggiori informazioni http://fattibile.it
Il grasso, prelevato dalla parete dell’addome, viene trattato e successivamente iniettato nella corda vocale deficitaria.
Per maggiori informazioni http://fattibile.it
Etichette:
articoli di giornale,
lipofilling,
medicina rigenerativa,
tessuto adiposo
Iscriviti a:
Post (Atom)